lunedì 31 agosto 2015

Gli esami non finiscono mai...

Quante volte durante la nostra carriera scolastica davanti ad una insufficienza o ad un voto inferiore alle nostre aspettative abbiamo pensato che “ il prof ce l’ha con me!” oppure “ha due pesi e due misure” ebbene in novant’anni non è che le cose siano cambiate di molto:
Milano luglio 1923, Laura scrive all’amica alla Nobile Signorina Giuseppina Tanzi-Mira che passa l’estate nella casa di Inveruno in provincia di Milano.




Laura è contenta perché sua sorella Ida ha terminato, superandoli brillantemente, gli esami sia di latino scritto sia di greco ma


  “… chi se lo sarebbe mai aspettato? Una delle quattro prove che mia sorella dovrà ripetere è nientemeno che Italiano scritto!!! Povera Ida! Me l’hanno proprio avvilita. Anche il suo professore è rimasto assai sorpreso della cosa, ma sembra che le abbiano dati il cinque per errori di pensiero…. 


Vuol dire che durante le vacanze farà esercizi di… logica e chissà che quest’ottobre non abbia imparato a pensarla come il professore!…”

Già alla nostra Ida, nel 1923 a Milano, chissà quali idee passavano per la testa e chissà cosa deve aver scritto nel tema per commettere “errori di pensiero”, meritarsi in cinque e ripetere Italiano preoccupandosi di allinearsi alle idee del professore…. Laura si limita a riportare i fatti senza troppo entrare nel dettaglio, forse non sapremo mai quali fossero i pensieri, le idee politiche o religiose di Ida e del suo esaminatore o forse sì, proseguendo nella lettura scopriamo che Laura ha condiviso ansie, gioie e dolori della sorella Ida, preoccupazioni che si aggiungono alle proprie avendo una tesi di laurea da preparare entro il giugno dell’anno successivo, e alla fine si congeda da Pina citando anche la sorella Ida che 



… ti manda un bel bacio, fascisticamente, romanamente salutandoti, io t’abbraccio affettuosissimamente”: quest’ ultima frase evidenzia tre concetti fondamentali: il pensiero di Ida, quello del professore che le ha corretto il tema di italiano e, ultimo ma non meno importante, anche la sorella Laura necessita di qualche ripetizione di italiano!

La lettera è stata spedita da Milano Centro il 20 luglio 1923 ed è giunta a destinazione il 21 luglio, vedi annulli di partenza e d’arrivo, 





è affrancata per 50 cent (tariffa per lettere sul territorio nazionale in vigore dal 1° gennaio 1923 al 16 marzo 1925) ed è affrancata con due valori raffiguranti il Re Vittorio Emanuele III volto a destra ed a sinistra: 


nel periodo che va dal 1906 al 1927 furono emessi molti francobolli con questa effige in differenti colori e valore facciale; l’ideatore di questa effige fu Francesco Paolo Michetti (da su wikipedia); in gergo filatelico tutti i francobolli del periodo raffigurante questo tipo di effige sono detti “i Michetti”.

Una curiosità: ancora oggi ad Inveruno esiste la Villa Tanzi Mira; è sede del Comune di Inveruno che l’ha acquistata nel 1970.