venerdì 3 maggio 2019

Storie di Storia Postale – dalla Camera dei deputati (curiosità sul lato b)



Una cartolina, che non considero tra le migliori: degli anni ’40, a colori, è raffigurata una scena campestre con due bambini vestiti da contadinelli; lei ha del fieno sotto il braccio e lui beve, il disegnatore è Galbiati.

Da filatelico sono più interessato al “lato B”, la giriamo a prima vista anche qui non è che ci sia granchè: data, firma, un francobollo comune, un annullo

A voler (e saper) guardare, però, si trovano un sacco di informazioni, cerchiamole!
ANNULLO: 3 Luglio 1947 ore 21

Un po di storia: il 9 maggio 1946 Vittorio Emanuele III abdica; Umberto già Luogotenente del Regno diventa Re con il titolo di Umberto II e lo mantiene fino al 2 giugno 1946 quando, visti i risultati del Referendum, l’Italia assume l’ordinamento Repubblicano.
Il 28 giugno Enrico De Nicola diventa Capo provvisorio dello Stato fino all’ 11 maggio 1948 quando Luigi Einaudi viene eletto presidente della Repubblica.
Il 3 Luglio 1947 (data del nostro annullo) siamo nel periodo dell’Assemblea Costituente, il presidente della Camera è Umberto Terracini, iscritto nelle liste del Partito Comunista
L’annullo è della Camera dei Deputati e il datario riporta anche l’ora nella quale è stato impresso: le 21

Non credo che nel 1947 esistessero bollatrici automatiche, probabilmente alle 9 di sera di giovedì 3 luglio l’impiegato era al suo posto di lavoro e bollava la corrispondenza!.
IL TESTO
A prima vista quasi nulla: destinatario di Cantù (Como), poi altre informazioni: data, firma ed affrancatura solo in apparenza slegate tra loro: dobbiamo infatti sapere che fino al luglio 1951 erano previste, per le sole cartoline illustrate, due tipologie tariffarie: una più economica che permetteva di scrivere solo data e firma; l’altra, che costava quasi il doppio, consentiva l’utilizzo di un massimo di 5 parole per convenevoli e saluti. Con le la revisione delle tariffe postali in vigore dal 1 agosto 1951 la doppia tariffa per le cartoline venne soppressa
Nel 1947 (l’anno della cartolina) i costi ammontavano a lire tre per invii solo data e firma e lire cinque per invii con max 5 parole.
Il mittente usa quindi la tariffa ”solo data e firma” e cerca di farci stare più informazioni possibili: firmano tutti, come a dire: a Roma ci siamo io Carlo, mia moglie
Angela e mia figlia Luisa, con noi c’è Arturo un amico (?), poi, sotto la firma di Luisa, tra parentesi “presto in Borghi”: altro messaggio, mia figlia, a breve, convolerà a nozze .…
IL FRANCOBOLLO
E’ stato emesso il primo ottobre 1945 ed è rimasto in corso di validità fino al 31 dicembre 1952 Appartiene alla serie detta DEMOCRATICA (maggiori dettagli dal sito ibolli) emessa tra il 1945 ed il 1948. La nascita della Repubblica italiana viene fatta coincidere il referendum del 2 giugno 1946; in filatelia, comunque, l’inizio del periodo Repubblicano viene fatto coincidere con l’emissione della serie democratica.
Abbiamo cercato, e trovato, informazioni di stretto interesse filatelico (tariffari, annulli, emissioni); informazioni storiche e curiosità (Assemblea Costituente, orari di apertura degli sportelli postali) potremmo averne abbastanza ma non è stata analizzata la cosa più importante:
IL MITTENTE
Per ovvie ragioni di riservatezza è stato cancellato il cognome (la cartolina è relativamente recente) ma da una ricerca fatta sul sito della Camera dei Deputati (camera.it) è emerso che Carlo è un deputato Democristiano della Circoscrizione di Como eletto alla Camera nelle prime tre legislature dal 1948 al 1963; nella sua carriera parlamentare ha ricoperto la carica di Vicepresidente della XIII Commissione lavoro – assistenza e previdenza sociale – cooperazione dal settembre 1960 al giugno 1961 ed è stato primo firmatario di quattro progetti di legge.
Si trovava a Roma e frequentava la Camera già nel luglio del ’47 (prima di essere eletto deputato) ma il suo nome non compare tra i membri dell’Assemblea Costituente; possiamo immaginare che si trattasse di un funzionario a Roma per conto del partito
http://it.wikipedia.org/wiki/Assemblea_Costituente_della_Repubblica_Italiana
http://www.ibolli.it/php/ems-italia-247.php

venerdì 12 aprile 2019

1912 – 2012 Cento Anni dalla ricostruzione del Campanile di San Marco


Venezia, luglio 1902: sulla parete nord del Campanile di San Marco viene segnalata la presenza di una crepa, nei giorni seguenti aumenta di dimensioni fino a che, la mattina di lunedì 14, il campanile crolla: una tragedia per la città, fortunatamente non si contano vittime.



La ricostruzione viene deliberata la sera stessa, previo stanziamento di 500.000 lire, dal Consiglio Comunale in seduta straordinaria presieduta dal Sindaco Grimani.
Otto mesi dopo, il 25 aprile del 1903, durante la cerimonia della posa della prima pietra lo stesso Sindaco pronuncia la frase, diventata poi il motto della ricostruzione: “dov’era e com’era”
Il nuovo Campanile fu inaugurato nove anni dopo; il 25 aprile del 1912 (giorno dedicato a S. Marco, patrono della città) ed il Governo Italiano con Regio Decreto del 4 aprile stabilisce che per l’occasione sia emessa una serie commemorativa composta da due valori da 5 cent (blu-nero) e da 15 c. (bruno-cupo) raffiguranti il panorama delle cupole del Duomo e di altre chiese di Venezia con al centro il campanile che le sovrasta, la dicitura VENEZIA 1902 – 1912 ed il motto “dov’era e com’era”



viene anche disposto che i francobolli siano messi in vendita negli uffici postali e nelle rivendite autorizzate della provincia di Venezia, abbiano corso di validità fino al 31 dicembre dello stesso anno e nel solo territorio Italiano (Colonie comprese).
Il disegno viene affidato ad Augusto Sezanne e l’incisione al Cav. A. Repettati il quale preferisce incidere separatamente i due punzoni anche se la soluzione più economica (e pratica) sarebbe stata generare da un unico punzone due matrici di stampa sostituendo il solo tassello del valore.
Furono stampati dalla Officina Carte e Valori di Torino in fogli da 100 esemplari (10 es. su 10 righe); la tiratura fu di 1.500.000 esemplari per il 5 cent, 500.000 esemplaro per il 10 c.

La rivista “Il Corriere Filatelico” del febbraio 1922 pubblica un articolo a firma Alberto Diena dal titolo:



In esso è riportata una attenta analisi della serie e vengono evidenziate differenze tra i due valori dovute, appunto, alla scelta dell’incisore di utilizzare due punzoni differenti.
Innanzitutto le dimensioni: il valore da 15 cent. è più alto mezzo millimetro, poi si notano due differenze di incisione; la prima è nel cielo: nel 5 cent è formato da sottili linee orizzontali mentre nel 15 cent. da linee orizzontali e verticali



La seconda: nel solo valore da 15 cent, nella parte sinistra del campanile vi è una finestra (evidenziata nel cerchio bianco)



Per il solo valore da 5 centesimi, inoltre a causa di difetti di riproduzione della incisione originale sulla lastra di stampa, gli ultimi 9 es del foglio (ultima fila pos. 92 – 100) presentano una doppia stampa sempre più evidente man mano che si passa dalla pos. 92 alla pos. 99.
La pos. 100 è quella con la varietà più marcata; la doppia stampa risulta spostatata ci circa mezzo millimetro.
Oggi i cataloghi indicano solo la varietà “doppia stampa” del 5 c. e, solo alcuni riportano una nota che ricorda l’uso di due punzoni differenti; notizie sulle differenze tra i disegni dei due valori sono andate perse.