domenica 22 novembre 2020

1921 I francobolli della serie "Vittoria" e la loro filigrana

Il 1° novembre 1921 venne emessa una serie di 4 valori per commemorare il terzo anniversario della Vittoria; come soggetto si scelse la statua della Vittoria Alata rinvenuta nell’agosto del 1826 a Brescia e conservata nel museo cittadino.



Augusto Repettati, a cui fu affidato sia il disegno sia l’incisione, nel bozzetto aggiunse lo scudo (andato perduto) sul quale la statua è in atto di scrivere “VITTORIO VENETO”; dicitura che ricompare sotto con l’aggiunta della data: 24 ottobre 1918.



La tiratura fu di 610.000 serie con valori facciali di 5, 10, 15 e 25 cent; stampati in quattro colori differenti ed in fogli da 50 (5 righe per 10 pezzi); ebbero corso di validità fino al 31 dicembre 1922 ma ne fu tollerato l’uso anche nell’anno successivo. Ne furono approntate anche alcune serie per le Colonie (Eritrea, Libia e Somalia Italiana) previa soprastampa del nome del territorio interessato; inoltre parte della tiratura, 90.000 serie, fu soprastampata con il nuovo valore da una lira e riemessa nel 1924



 

Il foglio di stampa filigranato da UNDICI file di DIECI corone verticali ciascuna: guardando il foglio da destra verso sinistra si nota che dieci di queste file distano tra loro un cm circa mentre l’undicesima dista tre cm e mezzo: in questo spazio, in alto ed in basso, c’è sempre in filigrana una piccola croce (l’immagine è una vista in trasparenza dal lato superiore)
Nel foglio così composto possono trovare spazio 70  francobolli (colonne A – M, righe N – T)



A seconda di dove cade la stampa dei francobolli possiamo avere tre differenti tipi di filigrane: normale, senza filigrana ed a piccola croce.
Vediamo nel dettaglio in quali casi e per quali posizioni si verificano queste tre possibilità:
Primo caso: la stampa cade sul tratto di foglio delimitati dalle colonne B-M e dalle righe N-R



Tutti i 50 francobolli hanno filigrana normale ovvero costituita dalla somme di tre frammenti a formare una corona e mezza (caso che si verifica anche quando la stampa cade nell’area BM - OS e BM – PT).
Secondo caso: la stampa cade nell’area delimitata dalle colonne A-L e dalle righe O-S




45 francobolli hanno filigrana normale (vedi caso 1) 5 sono senza filigrana (Colonna A pos. B, c, d, e, f).
Terzo caso: la stampa cade nell’area delimitata dalle colonne A-L e dalle righe N-R



45 francobolli hanno filigrana normale, 4 sono senza filigrana ed uno solo ha la filigrana a croce (caso che si verifica anche se l’area di stampa è A-L e P-T).
Particolari spostamenti dell’area di stampa fanno sì che la croce cada a cavallo di due francobolli creando così varietà di filigrana a croce parziale.
Nell’edizione 2012 del Catalogo Sassone Specializzato gli esemplari senza filigrana sono quotati 3-4 volte più della serie “normale”, quelli con filigrana “piccola croce” 10-15 volte in più.
Una curiosità: il Regio Decreto per l’emissione della serie “Vittoria” fu il n.ro 908 del 4 maggio 1922 (sei mesi dopo l’emissione!)

Da un articolo del Cav. C Marri di Cortona pubblicato sul Corriere Filatelico nr. 4 – Aprile 1923

Per chi vuole approfondire informazioni sul ritrovamento della statua: dal sito dei Musei di Brescia; da Wikipedia e da due passi nel mistero.

Le immagini dei francobolli sono tratte da ibolli.it


http://www.bresciamusei.com/nsantagiulia.asp?nm=10&t=Vittoria+Alata

http://www.duepassinelmistero.com/Curioso%20ritrovamento%20Vittoria%20Alata.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Vittoria_alata_di_Brescia







martedì 4 agosto 2020

Il ritocco nella serie “PROPAGANDA FIDE” del 1923


In ritardo di quasi un mese, il R.D. n. 2574 del 9 luglio 1923 decide l’emissione della serie commemorativa detta di “Propaganda Fide” (la serie in realtà fu emessa l’11 giugno dello stesso anno).
Con l’emissione lo Stato aderisce alla richiesta del Patronato Romano Italica Gens sulla emissione (a proprie spese ed a vantaggio delle Missioni Italiane all’estero) di francobolli commemorativi del 3° Centenario dell’Istituzione di Propaganda Fide.
Ne viene stabilita una tiratura di 200.000 serie e che le stesse siano poste in vendita “in determinati Uffici della città di Roma” fino al 30 giugno data in cui la serie termina il periodo validità (19 soli giorni!).
Dal primo luglio “…cessa l’uso ed il cambio dei francobolli medesimi i quali potranno essere soltanto venduti per collezione..”
Un decreto successivo (n. 1741 del 15 luglio 1923) regolava l’emissione di 100.000 serie per le quattro Colonie Italiane (25.000 serie ciascuna), le serie dovevano recare impresso “..il sovraccarico (soprastampa ndr) Cirenaica, Eritrea, Somalia Italiana (con ulteriore soprastampa di valori in Besa) e Tripolitania.
Entrambi i decreti impongono poi che a tiratura compiuta il materiale usato per la stampa venga distrutto in presenza di rappresentanti del patronato Italia Gens e dei Ministeri delle Poste e delle Finanze.
La serie, composta da quattro valori è realizzata su disegno di G.B. Conti, Incisa da Alfredo Blasi e stampata dalla tipografia Petiti di Roma.
I francobolli dal facciale di 20, 30, 50 ed 1 lira; sono formate da una vignetta centrale identica raffigurante il Redentore che predica agli Apostoli mentre le quattro cornici hanno una parte comune (il motto ai lati sinistro e destro; l’immagine di Papa Barberini e lo Stemma d’Italia nei medaglioni sul lato sinistro, lo stemma dell’ordine in basso a destra) ed una parte variabile: la figura nell’angolo in alto a destra che rappresenta rispettivamente Santa Teresa, San Domenico, San Francesco d’Assisi e San Francesco Saverio






In tutti i fogli di questa serie, nei valori da 20 e 30 cent., alla posizione 17 il fondo a destra dell’aureola che circonda in capo di Gesù è formato da cinque linee; in tutte le altre posizioni del foglio (ed in tutte le posizioni del foglio dei valori da 50 c ed 1 Lira) è formato da otto linee.


Ciò è dovuto ad una imperfezione avvenuta nella fase di riduplicazione dello stereotipo (una piastra di metallo su cui viene impressa un'immagine o un elemento tipografico originale, in modo da permetterne la duplicazione su carta stampata).
Per correggere l’imperfezione si è ricorso ad un “ritocco” che ha generato lo sfondo differente rispetto alle altro posizioni.
Guardando bene l’immagine si evince si doveva trattare di un difetto piuttosto esteso perché si notano irregolarità anche nella disposizione dei capelli della figura a destra del Redentore
I cataloghi moderni riportano ancora questa varietà; sul Sassone 2012 i valori che presentano il ritocco valgono 4 volte i prezzo base se nuovi/linguellati; 1,5 volte se usati

Per rimanere in tema di errori (anche se in questo caso si tratta di una svista “matematica”) ricordiamo che il francobollo da 15 c. raffigurante l’effige di Vittorio Emanuele II (detto “Leoni” dal nome del disegnatore) emesso nel 1919 contiene nei soli fogli con numero di tavola 11347 un errore nella dicitura sui bordi; si legge infatti: “IL QUARTO DI FOGLIO DI 100 FRANCOBOLLI VALE LIRE 20”. Per ovviare all’inconveniente fu cancellato il 20 con tre linee orizzontali in soprastampa, a destra delle quali venne impressa in grigio la cifra 15.
La correzione venne effettuata a mano mediante l’uso di un bollo in gomma





Per chi vuole approfondire può trovare notizie sulla Congregazione di Propaganda Fide (oggi Congregazione per l’evangelizzazione dei Popoli) segnalo due link dal sito del Vaticano e da Wikipedia