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sabato 26 marzo 2016

I figli so' piezz 'e core

Nel 1977 le sale cinematografiche proiettavano un film diretto da Mario Monicelli: Un borghese Piccolo Piccolo dove Giovanni (interpretato da un grande Alberto Sordi) è un impiegato pubblico ormai vicino alla pensione che si espone, si umilia, si iscrive ad una loggia massonica, intreccia amicizie, contatti, favoritismi col solo fine di far assumere il figlio nello stesso ufficio (statale) dove per anni ha lavorato il padre.
da movieplayer.it

Giovanni è lo specchio dell’Italia degli anni ’70, cerca la sistemazione per il figlio passando per la più classica delle strade: la raccomandazione: il sogno del posto fisso era già vivo nel ’77, lo è ancora oggi (anche se più che un sogno sembra diventato un miraggio) e lo era anche 60 anni prima, nel 1917 quando il sig. Teodoro di Lanciano (Chieti) scrive ad un conoscente presumo importante:
All’onorevole sig. CommenTatore avvocato Camillo ….. CHIETI

(nessuna altra indicazione nell’indirizzo: non una via o un recapito presso chiccessia): nel 1917 a Chieti l’avvocato doveva essere una persona molto nota: bastava il solo nome e cognome quale indirizzo per aver certezza del recapito.
Il Signor Teodoro, come Giovanni nella prima parte del film (la seconda assume risvolti purtroppo tragici…), ma con i mezzi che ha a disposizione nel 1917 e con una Guerra Mondiale in corso, si prodiga per convertire in definitiva l’occupazione temporanea del figlio Renato attualmente “aspirante fattorino telegrafico”,.
Per chi non ha visto il film, Giovanni è una di quelle persone che ha dedicato la vita alla famiglia senza mai concedersi nulla per sé, con il suo lavoro si è comperato un appartamento vive per la moglie, casalinga, e per il figlio per il quale è disposto a qualsiasi compromesso pur di fare il suo bene.
Così sembra essere Teodoro che scrive ben due volte (perché la sua di un mese prima non ha avuto risposta) all’Avvocato chiedendo lumi sulla raccomandazione




Esimio Sig. Commentatore
Da circa un mese che ebbi l’onore di scrivergli una mia lettera in calce di essa cera una raccomandazione di Mazzella onde la S.V.I. si volesse degnare di raccomandare presso cotesta Direzione delle Poste e Telegrafi mio figlio Renato aspirante fattorino telegrafico affinchè venisse nominato Fattorino Effettivo. Ma fino ad oggi non ò avuto nessuna risposta ora vengo a far memoria alla S.V.I. affinchè prenda in considerazione la mia lettera. Sicuro del favore la ringrazio anticipatamente. Ossequi, Teodoro
Chiaramente Teodoro e l’Avvocato, pur conoscendosi, non potrebbero appartenere allo stesso ceto, Teodoro scrive in un italiano approssimativo, chissà quale sforzo per scrivere e rben due volte all’avvocato.
Dalla lettura di questa lettera non riusciamo a capire come siano andate a finire le cose e allora, come succede in molti casi, ci affidiamo alla fantasia e immaginiamo che tutto sia andato per il meglio e che Renato, al suo primo giorno di lavoro come fattorino effettivo, si sia messo il vestito buono (mio nonno lo chiamava proprio così) e sia andato alle Poste accompagnato dal suo orgoglioso papà.

Qualche nota filatelica: per la corrispondenza è usato una cartolina postale con effige di Vittorio Emanuele III. L’impronta, detta “Tipo Leoni” e prende il nome dall’incisore. In alto è riportata la scritta Cartolina Postale Italiana, ripetuta in francese (la lingua ufficiale dell’Unione Postale Universale); è stata stampata dal 1908 al 1917. E’ possibile risalire a quale emissione appartengono perché nell’angolo in alto a sinistra (lato indirizzo) viene riportato il millesimo (ovvero le ultime due cifre dell’anno): nel nostro caso si legge 17; si tratta quindi della tiratura del 1917.
Una curiosità: Il Sig. Teodoro data la corrispondeza 30 novembre 1917 mentre il bollo postale porta la data del 19; si sarà sbagliato Teodoro o gli impiegati postali non hanno aggiornato il datario?


Per approfondire



mercoledì 15 luglio 2015

Soldi! Soldi! Soldi!

Sempre più spesso (purtroppo!) si leggono sui giornali titoli a sei colonne: “…rischio default...” o “….rating tagliato…”; e ancora “..accesso al credito sempre più difficile…”; la crisi sta investendo l’area Euro, e forse non solo.
Ma di crisi economiche e problemi finanziari, anche se in maniera differente, la storia ne è piena; dalla mia collezione (o meglio, accumulo!) di storia postale presento due documenti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale: la prima è la lettera di un soldato che lamenta mancanza di denaro e la seconda offre (in maniera sorprendentemente simile a quella attuale) la soluzione a molti problemi.

21 Giugno 1943; 2^ Guerra Mondiale; una cartolina postale per le FF.AA il cui uso, consentito ai soli militari, permetteva loro di non pagare le spese postali,



Adriano, genovese, in servizio al Deposito CREM della caserma Sanguinetti di Venezia ha appena ricevuto una assicurata dalla famiglia ma a quanto pare i soldi non bastano: scrive “Oggi ho ritirato l’assicurata, ma mi fareste molto piacere se me ne inviaste un'altra identica dato che fra il mangiare, il castagnaccio (a Venezia? ndr), la brillantina ed un pettine…” ha già speso 28 Lire! E adesso “… voglio comprare la carta da lettere, sono 100 fogli e cento buste così per un pò ne ho…” ed esorta i suoi “…. Il pacco mandatelo espresso o raccomandato, come volete basta che mi giunga presto…”


Speriamo che per Adriano la fine della guerra abbia coinciso con la fine dei problemi, diciamo così, “di liquidità”; se così non fosse potrebbe chiedere un prestito a…..



24 Agosto 1945: Lo studio De Filippo di Napoli opera nel campo dei prestiti ed invia al capo fontaniere dell’acquedotto di Atessa (CH) un pieghevole che reclamizza la sua professione: la lettura di questo antenato dei moderni volantini svela una sorprendente attualità: il De Filippo concede prestiti ad Impiegati ed Operai di Amministrazioni Pubbliche e Private anche non di ruolo, addirittura a chi ne ha già uno… basta compilare l’apposito modulo (la scansione completa permette di cogliere tutti gli aspetti interessanti del contenuto). In poche parole lo studio De Filippo è qui per aiutarvi qualunque sia la vostra condizione è pronto ad anticiparvi ogni somma; solo una cosa vi chiede: accludere francobollo per la risposta (Sic!)






Per sottolineare l’estrema attualità dell’agenzia De Filippo riporto per confronto stralci della missiva del 1945 e di un volantino di una finanziaria che ho recuperato di recente



Note filateliche sulla affrancatura: la lettera è stata spedita nell’agosto del 1945; dal datario si legge solo 24.8; è possibile risalire all’anno in quanto è in tariffa STAMPE per 40 cent (tariffa rimasta in vigore dal 1 aprile 1945 al 31 gennaio 1946, l’annullo con mese agosto sottintende, quindi, il solo anno 1945).



In Italia è un periodo particolare: Mussolini è caduto ed il fascismo è finito; il 5 giugno 1944 Roma viene liberata, il Governo rientra nella Capitale ed il Re Vittorio Emanuele III trasmette tutti i poteri al Figlio Umberto I che viene proclamato Luogotenente. In filatelia il periodo che va da 5 giugno 44 al 2 giugno 46 (data del referendum sulla scelta della forma di Stato Monarchia o Repubblica) viene chiamato Luogotenenza.
La tariffa è assolta con l’uso di due francobolli:
quello da 10 c. appartiene alla serie della “Imperiale” emessa nel 1929 in pieno regime la cui validità fu tollerata fino al 31 luglio 1946 mentre quello da 30 c. è stato emesso nel novembre 1944 (in periodo di Luogotenenza) utilizzando lo stesso francobollo da 30 c. della serie Imperiale del ’29 a cui sono stati tolti i fasci ai lati della scritta “Poste Italiane”: probabilmente in quel periodo c’era una gran fretta di dimenticare il ventennio e l’urgenza di stampare nuovi francobolli: si è ovviato utilizzando gli stessi soggetti eliminando ogni riferimento al fascismo.

domenica 5 luglio 2015

Ricordati di santificare le Feste!

Due esempi di come i militari rispettavano il terzo Comandamento, ricordati di santificare le feste, appunto.

ZONA DI GUERRA, 1^ GUERRA MONDIALE, il caporale G B. scrive alla signora Concettina (la mamma ?) a Ragusa Inferiore (SR), la cartolina datata 19 marzo 1916 (domenica) e G. B., sintetico, scrive:


Zona di guerra, 19-3-916
Saluti e baci
G B
Oggi giorno di S. Giuseppe ho ascoltato la messa




Il caporale usa una cartolina postale in franchigia che consente ai militari di corrispondere senza farsi carico delle spese postali. Dal maggio del 1915 e fino all’estate del 1916 ogni militare poteva ricevere, gratuitamente, tre cartoline settimanali, successivamente, e fino all’estate del 1917, il numero di disponibilità salì a sette per poi ridursi a quattro. Da studi effettuati su documenti dello Stato Maggiore dell’Esercito è emerso che nel primi due anni di guerra le cartoline spedite dal fronte furono mediamente 700.000 al giorno mentre nei due anni successivi si sfiorò il milione di cartoline al giorno. (fonte catalogo CEI)
Le cartoline dovevano essere compilate in ogni parte con i dati del mittente ed annullate in partenza con un bollo di posta militare. (nel nostro caso un bollo tondo “UFFICIO DI POSTA MILITARE 23^ Divisione” 20.03.16)
Questo bollo fu utilizzato dal giugno 1915 al luglio 1917 e dal novembre 1917 al 31 gennaio 1918 per la 23^ divisione Fanteria.
La missiva arrivò a destinazione quattro giorni dopo, il 24 marzo


LIBIA, COLONIA ITALIANA 9 febbraio 1936, domenica: Leone, ufficiale del Regio Esercito è a Tripoli e scrive a Teresa, un’amica di Alba, raccondo in maniera dettagliata la vita militare in Libia, le missioni nelle basi del caldo deserto, la mancanza di agi, e continua:

“ … alle 11 e mezza, poi mi sono recato alla messa che viene solennemente cantata alla cattedrale, non meravigliartene. Purtroppo qui fa parte del servizio perché è obbligatoria a tutti gli ufficiali del presidio e termina col saluto al Re. Così vuole il Governatore……” 

 


Leone ha santificato la festa ma solo per adempiere a degli obblighi militari, poi prosegue scrivendo fitto fitto (ce la risparmiamo la trascrizione completa) ed ecco che epoche righe più in là, inconsapevolmente, il nostro Ufficiale osserva (e non perché ordinato dai superiori!) un altro dei Comandamenti; il sesto: non commettere atti impuri, infatti:


“… pensa che io, non ostante il mio temperamento, non sono stato più con alcuna donna da mercoledì 23 gennaio u.s. (da 17 giorni dato che scrive il 9 febbraio! ndr) e che non cerco affatto di collocarmi come tu pensi. Da ora in poi in avanti col gran montare che farò a cavallo per me le donne non esisteranno più. Basta una sola cosa non ti pare?….”



Eh, Leone, non so se tu abbia ragione o meno ma un posto in Paradiso, forse, te lo sei guadagnato






La lettera è annullata in partenza diaTripoli Posta Aerea - 9 febbraio 1936 – XIV (14° dell’era fascista) ed arrivò a destinazione il 13 febbraio ed è affrancata per 1 Lira: 50 cent necessari èer assolvere la tariffa lettere (la stessa utilizzata per lettere inviate all’interno del nazionale) + ulteriori 50 c. quale sopratassa per la spedizione via Aerea dalle Colonie verso l’Italia.
Le Colonie erano considerate, ai fini del calcolo delle tariffe postali, come territorio italiano a tutti gli effetti.


martedì 23 giugno 2015

Colli, Polsini, Cravatte, Busti, Cappelli per Signora e guarnizioni Alta Moda

Chi colleziona storia postale è principalmente attratto dall’esterno del documento: l’affrancatura è in tariffa? Gli annulli sono originali e c’è il timbro di arrivo al verso? Gli stessi timbri (tondo riquadrati, a barre, ottagonali o a doppio cerchio) sono coevi con il periodo d’uso?
Questo un parziale elenco di domande, tutte lecite, che il collezionista si pone per inquadrare il documento che ha davanti e stabilirne la sua originalità.
Talvolta il documento postale in esame non è limitato al solo involucro esterno (la busta) ma in alcuni casi è completo di contenuto; nel caso di pieghi quasi sempre.
Ho trovato interessante affiancare all’analisi storico – postale dei documenti che ho in collezione una lettura di quanto contenuto in essi: ne sono uscite storie curiose o di disperazione, in certi casi ridicole se lette oggi perché scritte usando un vocabolario ormai in disuso.
Vorrei riportarne qualcuna con un mio breve commento finale:
La prima è un piego spedito da Ancona il 26 novembre 1878 per Corinaldo, transitato per Senigallia il giorno 27 ed arrivato a destinazione il 28, come si legge dai timbri di arrivo: recapitato in due giorni, però! (siamo nel 1878 e viene fatto tutto a mano: non ci sono i CMP, i lettori ottici ecc…)





Il mittente è la signora Elena Fenili di Ancona, titolare di un negozio di “Sartoria e Mode”



e confeziona “Colli, Polsini, Cravatte, Busti, Cappelli per Signora, costumi completi per bambini e guarnizioni alta moda”.
Il destinatario è l’Onorevole Sig. Cesarini Bartolo ed il piego inizia con
Illustrissima Signora
Ho l’onore di prevenire la S.V. che volendo sempre più migliorare l’andamento della mia sartoria, ho fatto un ricco deposito di Confezioni e Cappelli per Signora ricevuti al presente dalle primarie Case di Parigi, nonché costumi completi per bambini.
Prevengo pure la S.V. che trovandomi in relazioni dirette con le principali Case Italiane ed Estere di stoffe, spedisco franco di porto campioni di ogni genere a chi ne farà richiesta.
Persuasa di vedermi favorita dai suoi gentili comandi o di una sua visita, mi pregio rassegnarmi colla massima stima
Elena Fenili




Chissà cosa avrà pensato l’onorevole Bartolo (meritevole d’onore, non onorevole come lo si intende oggi…) quando aprendo il piego avrà letto “illustrissima signora….”
E chissà se la signora Fenili “Persuasa di vedersi favorita..” ecc. ecc. abbia ricevuto una visita o un ordinazione da Bartolo…
Certo è che nel 1878 per pubblicizzare la sua attività la signora Fenili ha dato mandato allo stabilimento Civelli di Ancona di stampare non so quanti di questi pieghi, poi qualcuno li ha dovuti affrancare (uno alla volta!), indirizzare (uno alla volta!), e portare alla posta.
Dopo qualche giorno i destinatari avranno letto con piacere le novità del negozio Fenili di Ancona (d'altronde nel 1878 non è che ci siano molti negozi e ricevere una lettera del genere è quasi un onore…) ed avran pensato: “mah quasi quasi un giro lo faccio dalla signora Elena e mi faccio fare una coppia di polsini o un busto per la mia signora” …
La Signora Fenili del 2012 che si trova nella necessità di reclamizzare la sua attività manda una mail con la bozza del volantino ad una copisteria, ne fa stampare un migliaio di copie o forse più pagando con carta di credito on-line poi le affida ad un centro di distribuzione che prontamente le recapita anche la domenica mattina, insieme al depliant del grande magazzino dietro l’angolo ed alla reclame di una nuova pizzeria da asporto, nelle apposite caselle al piano terra dei palazzi con la scritta “PUBBLICITA’ CONDOMINIALE”; i condomini (o almeno solo quelli che l’hanno ritirato) lo tengono tra il pollice e l’indice lo girano per leggere velocemente le due facciate, dopodiché (nella migliore delle ipotesi) finisce nel cesto della carta da riciclo…….
I nostri pronipoti collezionisti, ahimè, non avranno la possibilità di avere in collezione un pezzo del genere risalente al 2012


lunedì 22 aprile 2013

(Ri) Elezione del Presidente della Repubblica


Poco più di due mesi fa, lo scorso 11 febbraio, il mondo cattolico e non è stato testimone di un fatto eccezionale: l'abdicazione di Papa Benedetto XVI: un evento destinato, per la sua eccezionalità, ad entrare nelle pagine di storia.
Nel tardo pomeriggio di sabato 20 aprile 2013 gli italiani, sintonizzati su uno dei molti canali TV che lo trasmettevano, assistevano in diretta ad un evento, sicuramente di tutt'altra portata, ma ugualmente eccezionale: la rielezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica: non era mai successo nella storia Repubblicana che un Presidente fosse eletto per il secondo mandato.
I vari talk show hanno ampiamente spiegato che è una pratica che la Costituzione non prevede espressamente ma che la valuta comunque come possibile.
Da notare, inoltre, che la Carta Costituzionale Italiana non prevede un "vicepresidente della Repubblica". In caso di inadempimento del Presidente ad esercitarne le funzioni è il Presidente del Senato che assume il titolo di "Presidente Supplente della Repubblica".
Non sappiamo quando Giorgio Napolitano deciderà di lasciare il Quirinale andando così ad occupare il posto di Senatore a Vita; tale carica spetta infatti di diritto a tutti gli ex Presidenti; di sicuro sappiamo che l'undicesimo Presidente della Repubblica Italiana è in carica per dodicesimo mandato.
I "settennati" (così vengono chiamati in gergo i periodi entro il quale un Presidente rimane in carica, sette anni appunto) vengono usati in filatelia per suddividere le emissioni di francobolli del periodo Repubblicano.
Così il catalogo Unificato assegna le Presidenze ai periodi:
Giugno 1946 – Maggio 1948: Capi provvisori dello Stato Alcide De Gasperi ed Enrico De Nicola; va segnalato il fatto che dal 1° Gennaio 1948, giorno in cui è entrata in vigore la Costituzione a De Nicola venne conferito d'ufficio il titolo di Presidente Della Repubblica che mantenne fino al successivo 11 maggio.
Maggio 1948 – Maggio 1955: Luigi Einaudi
Maggio 1955 – Maggio 1962: Giovanni Gronchi
Maggio 1962 – Dicembre 1964: Antonio Segni
Dicembre 1964 – Dicembre 1971: Giuseppe Saragat
Dicembre 1971 – Giugno 1978: Giovanni Leone
Luglio 1978 – Giugno 1985: Sandro Pertini
Luglio 1985 - Aprile 1992: Francesco Cossiga
Maggio 1992 – Maggio 1999: Oscar Luigi Scalfaro
Maggio 1999 – Maggio 2006: Carlo Azeglio Ciampi
Maggio 2006 – Aprile 2013: Giorgio Napolitano
Aprile 2013 - ?: Giorgio Napolitano
Dal punto di vista filatelico sono stati già emessi francobolli che commemorano alcuni degli ex presidenti; in particolare le autorità postale italiane hanno emesso (in stretto ordine cronologico); :
si parte dal 1974 a cento anni dalla nascita di Luigi Einaudi:



si arriva poi, con un salto di oltre vent'anni; nel 1996 ad un secolo dalla nascita di Pertini:


Infine, nel 2012 viene emesso una valore da 60 c. per commemorare Einaudi

Anche la vicina Repubblica di San Marino, non manca, nel 2011 di ricordare i cinquanta anni della morte di Einaudi ed emette un francobollo da 3,30 € destinato ad affrancare le raccomandate semplici (senza cioè la ricevuta di ritorno) dirette all'interno sul territorio italiano


Ma va anche oltre: per ogni Prersidente che si reca in visita ufficiale viene emessa una serie commemorativa: si incomincia con Saragat in visita nel 1965

poi continua con Pertini nel 1984

 e conclude (almeno per ora) con cossiga nel 1990.





Una curiosità: il 1° giugno 1976, in occasione del tentennale della Repubblica, le Poste Italiane hanno emesso una serie di due francobolli per commemorare l'evento; in uno di questi sono raffigurati i ritratti dei sei Presidenti e gli anni di inizio e fine mandato; nella descrizione del primo, Enrico De Nicola è indicato come inizio del Periodo di Presidenza il 1946; in realtà secondo quanto scritto poco sopra De Nicola fu Presidente della Repubblica dal 1 gennaio all' 11 maggio 1948; nel periodo 1946 – '47 fu la carica ricoperta fu di Capo provvisorio dello Stato con Alcide De Gasperi











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mercoledì 3 aprile 2013

Città del Vaticano - Validità dei Francobolli della Sede Vacante


In Italia i francobolli emessi a partire dal primo gennaio 1967 hanno, tranne poche eccezioni, validità illimitata; questo significa che a tutt'oggi possiamo usare francobolli in lire per affrancare la corrispondenza avendo cura di effettuare la conversione lira-euro (al cambio pari a 1.936,27 Lire per un Euro) per il calcolo della tariffa.
Anche lo Stato della Città del Vaticano ha una regola simile ma che limita, per effetto di una ordinanza del dicembre 2008 del Presidente del Governatorato Vaticano Card. Lajolo, l'inizio del periodo di validità illimitata ai francobolli emessi dal primo gennaio 2001 (in sostanza quelli che recano il valore facciale in Euro o in doppia valuta Lira-Euro); fanno eccezione le emissioni commemorative delle Sedi Vacanti.
Dal 1939 infatti le Poste Vaticane emettono, alla morte di un Pontefice, una serie di francobolli celebrativa della Sede Vacante la cui validità postale termina alla elezione del nuovo successore di Pietro determinando così il periodo di utilizzo a qualche decina di giorni.
Il Soggetto è sempre simile negli anni e raffigura, in maniera più o meno stilizzata lo stemma della Santa Sede durante la Sede Vacante
Stemma della Sede Vacante (da Wikipedia)

Nello stemma sono raffigurate due chiavi pontificie incrociate sormontate dal gonfalone papale (l'ombrello bicolore rosso e giallo altrimenti detto basilica che rappresenta l'autorità della Santa Sede).

La validità postale, come già anticipato, è strettamente correlata al periodo di assenza di un pontefice ed è limitato a poche settimane.

Nell'aprile 2005 alla morte di Papa Giovanni Paolo II avvenuta il 2 aprile le Poste emettono, il 12 successivo, una serie di tre valori la cui validità postale è limitata a soli 10 giorni: il 19 aprile infatti la fumata bianca dal tetto della Cappella Sistina annuncia l'elezione di Benedetto XVI ed i francobolli divengono automaticamente fuori corso.
Frammento con la serie "Sede Vacante" 2005
annullata in periodo di validità

Otto anni dopo, durante il concistoro ordinario dell'11 febbraio 2013 Joseph Aloisius Ratzinger, Papa Benedetto XVI, annuncia la sua rinuncia al ministero di Vescovo di Roma e successore di San Pietro a partire dalle ore 20.00 del 28 febbraio 2013 dando così inizio ad un nuovo periodo di Sede Vacante che si concluderà la sera del 13 marzo 2013 quando, al quinto scrutinio, il conclave elegge Jorge Mario Bergoglio 266° Papa della chiesa cattolica.

La serie di quattro francobolli commemorativi della sede vacante 2013 viene emessa il primo marzo 2013 è formata da quattro valori con identico soggetto ma in colori differenti; i quattro facciali rappresentano la tariffa di primo porto,  fino a 20 grammi, per le quattro zone tariffarie mondiali: 70 e 85 cent.; 2,00 e 2,50 €


Uno dei quattro francobolli emessi per la sede vacante del 2013
Ha avuto quindi una validità postale di 13 giorni


Raccomandata dalla Città del Vaticano affrancata con due valori
della Sede Vacante 2013 annullati e viaggiati in periodo di validità
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domenica 6 gennaio 2013

Invito a nozze: domenica si sposa Angela


Un invito a nozze è un insieme di felicità ed impegno.
Felicità perchè i festeggiati (siano essi parenti o amici) che coronano il loro sogno d'amore ed iniziano a scrivere un novo capitolo delle loro vite,.
Impegno perchè quali invitati siamo chiamati ad assolvere, seppur volentieri, a numerosi impegni: l'abito da indossare (soprattutto per le signore), il regalo: lista nozze? Viaggio? "vil" danaro? Cosa preferiranno?
La preparazione di eventi come il matrimonio è diventata una professione, il wedding planner, reso famoso in questi ultimi anni anche in Italia da più trasmissioni televisive.
L'organizzatore che si occupa di tutto: dall'abito per gli sposi alla chiesa al ricevimento lesinando consigli a telespettatori che poi metteranno in pratica.
Non sempre è stato così:
Firenze, aprile 1948
una cartolina postale diretta a Giulio, di Genova, nella quale si legge di un invito a nozze giunto forse un po in ritardo.



La missiva è datata 9 aprile 1948 (un venerdì) e si legge:
"... ieri sera (giovedì 8 aprile) ho ricevuto un telegramma di Angela che mi dice il suo matrimonio per domenica (domenica 10!) e mi aspetta..."
L'annuncio di matrimonio è giunto tre giorni prima dell'evento ma per il destinatario pare non ci sia alcun problema, non è preoccupato per nessuno dei motivi che oggi ci metterebbero in ansia (abito, macchina da lavare ecc.); si limita a comunicare la cosa all'amico di Genova che non potrà esserci e sarà "....vicino col cuore..." e che da lì a poche ore partirà, presumibilmente con un treno: "... parto domani notte (sabato) alle 23, arrivo alle 6 e riparto alle 19 per essere giù alle 2 (del mattino di lunedì).
Non pùo fare altrimenti, la mamma non può essere lasciata sola e per la giornata di domenica Lydia si occuperà di lei.
Curioso che nel 1948 in poco meno di due giorni l'invitato decida di presenziare alle nozze e si organizzi affrontando 14 ore di viaggio in poco più di 24 ore!
Note filateliche:



La missiva è una cartolina postale emessa nel 1948 su Decreto Ministeriale del 16 giugno 1947.
Ebbe validità fino al 30 giugno del 1960 ed ha una valore facciale di 8 Lire che corrisponde alla tariffa in vigore (per le cartoline postali, appunto) dal 1 agosto 1947 al 11 agosto 1948. Usi successivi all'agosto 1948 furono possibili sono previa affrancatura di francobolli aggiuntivi per raggiungere le tariffe correnti.
Qualche curiosità:
8 lire dell'aprile 1948 corrispondono, secondo gli indici di rivalutazione ISTAT, a 15 centesimi di euro attuali.
Dal 1 gennaio 2013 sono aumentate le tariffe postali: il costo per l'invio di una lettera fino a 20 grammi per posta prioritaria passa da 60 a centesimi che rappresenta un aumento di circa il 16%.
dal 1946 al 1948 il costo per l'invio di cartoline postali è quadruplicato, i periodi tariffari furono:
  • fino al 31 luglio 1947: 4 Lire (0,08 € attuali)
  • dal 1 agosto 1947 al 11 agosto 1948: 8 Lire (0,15€ attuali)
  • dal 12 agosto 1948: 12 Lire (0,23€ attuali)

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